Harry Potter e la Maledizione dell’Erede, di J. K. Rowling, John Tiffany e Jack Thorne

Titolo italiano: Harry Potter e la Maledizione dell’Erede (I e II parte)
Titolo originale: Harry Potter and the Cursed Child (Parts I and II)
Autore: J. K. Rowling, John Tiffany e Jack Thorne
Traduttore: Luigi Spagnol
Casa editrice: Salani
Anno di pubblicazione: 2016
Pagine: 368
Genere: Fantastico, Magia
ISBN: 9781781105450

Trama: Basato su una storia originale di J.K. Rowling, John Tiffany e Jack Thorne, un nuovo spettacolo di Jack Thorne, Harry Potter e la Maledizione dell’Erede è l’ottava storia della serie di Harry Potter e la prima a essere rappresentata a teatro. La premiere mondiale si è tenuta nel West End di Londra il 30 luglio 2016.

È sempre stato difficile essere Harry Potter e non è molto più facile ora che è un impiegato del Ministero della Magia oberato di lavoro, marito e padre di tre figli in età scolare. Mentre Harry Potter fa i conti con un passato che si rifiuta di rimanere tale, il secondogenito Albus deve lottare con il peso dell’eredità famigliare che non ha mai voluto. Il passato e il presente si fondono minacciosamente e padre e figlio apprendono una scomoda verità: talvolta l’oscurità proviene da luoghi inaspettati.

Recensione: Ok, devo ammetterlo. Non mi succede praticamente mai, ma, questa volta, sono partita abbastanza prevenuta. Io non è che odio i sequel, eh, ma per esperienza personale, nella maggior parte dei casi, non sono proprio una buona idea: i personaggi, ad un certo punto, hanno detto tutto quello che avevano da dire, ed è inutile che si continui testardamente a volerli spremere: si finisce soltanto per essere ripetitivi e noiosi. In questo caso specifico, poi, alla fine dell’ultimo romanzo, c’erano parecchie cose che non mi erano andate giù e ritrovarmele davanti non è che mi sarebbe piaciuto tanto. In più, aggiungiamoci il fatto che questo NON È un romanzo, ma il testo teatrale, scritto proprio nella forma di un testo teatrale; il ché mi ha lasciato parecchio perplessa.

Per una volta, sono felice di essermi sbagliata. Questo libro è stato semplicemente fantastico (tant’è che ho abbandonato tutto quello che stavo facendo per leggerlo e non l’ho chiuso finché non sono arrivata alla parola fine).
Com’è stato ritrovare i personaggi che ho amato e seguito durante la mia adolescenza? Strano. Avete presente quando incontrate per caso un vecchio compagno di scuola con cui andavate d’accordo e che non vedevate da una vita? Da una parte, vi sembra che il tempo non sia mai trascorso; dall’altra, vi rendere conto che, in realtà, siete cambiati: siete cresciuti, siete maturati, avete fatto delle esperienze che vi hanno reso quello che siete.
Ecco, la sensazione che ho provato è stata praticamente la stessa.
Ritroviamo i nostri eroi di vent’anni fa – Hermione, Ron, Harry, Ginny, Draco – ormai cresciuti, pieni di responsabilità come genitori e come persone in carriera, e conosciamo i loro figli, Rose, Albus e Scorpius, ormai al primo anno: e se Rose sembra una mini-Hermione, Albus e Scopius sono due ragazzini schiacciati dal peso dei loro cognome e dai pregiudizi (positivi o negativi) che questi comportano.
Ciò che ho amato particolarmente in quest’opera è che è abbastanza completa: ho riso (i due ragazzi, nonostante le ascendenze, sono una frana con la magia e quando cercano di aiutare il padre di Cedric a riportare indietro il figlio – con una Gira-Tempo che è stata ritrovata, nonostante dovrebbero essere state distrutte tutte anni prima – ne combinano veramente di tutti i colori), si prova nostalgia (di amici passati che ritornano, ma anche di scene che riviviamo tornando indietro nel tempo), si piange (la vita di Scorpius non è stata delle più semplici), si affrontano temi diversi (il rapporto padre-figlio, per esempio, il dolore della perdita e quello che i pregiudizi possono portare) e s’impara una grande lezione: anche se avessimo modo di poter tornare indietro nel tempo, non si può cambiare il passato senza cambiare il futuro – e non è detto che il nuovo sia più bello del precedente -; perciò, per quanto doloroso esso sia, bisogna accettarlo e andare avanti.
Anche la forma teatrale, che in un primo momento mi ha lasciata perplessa, alla fine mi è piaciuta: del resto, parliamo di un mondo già conosciuto ai fan, che non ha bisogno di presentazioni.
Qualcuno ha commentato negativamente l’opera, adducendo come motivazione il fatto che non tutti i personaggi vengono approfonditi – Rose, per esempio – e molti mancano all’appello. Ragazzi, io vi vorrei ricordare che questo è un testo teatrale, che è stato messo in scena; sul palcoscenico, non si possono far salire tutti allo stesso modo, né, sulla scena, ci possono essere mille mila personaggi; la visione sarebbe compromessa, non si capirebbe più niente e uscirebbe fuori solo un gran macello.
Unica pecca che, davvero, non mi ha permesso di dare il massimo a un’opera che, in fin dei conti, mi è piaciuta, è la scoperta dell’identità del nemico: ma con tutte le trovate geniali che potevano avere, possibile che si siano abbassati a questo? Mi sono davvero cadute le braccia: neanche nelle più brutte fanfiction del fandom ho letto un “colpo di scena” talmente banale.
Per quanto mi riguarda, comunque, che vi piaccia o meno la forma teatrale, che preferiate avere in mano un romanzo ricco di descrizioni o che preferiate usare la vostra, di fantasia, questo testo è una vera chicca che gli amanti della saga non possono lasciarsi sfuggire. Con la speranza di vedere quest’opera messa in scena anche qui da noi.

Voto: 4/5