Titolo italiano: La piccola collezione di verità omesse
Autore: Rosalie Hawks
Casa editrice: Triskell edizioni
Anno di pubblicazione: 2018
Pagine: 598
Genere: M/M, Romantico
ISBN: 978-88-9312-353-2

Trama: Hiroya ha diciotto anni, è stato cresciuto da sua madre in una piccola cittadina nel nord della Georgia e porta dentro di sé un cumulo di rinunce sotto cui ha seppellito la voglia di appartenere a una comunità in cui riconoscersi.
L’incontro e il confronto con Leo, di dodici anni più vecchio di lui e con alle spalle un matrimonio fallito quasi all’altare e un coming out doloroso fatto d’impulso, lo porterà ad affrontare domande che da anni non vuole porsi. Quant’è giusto imporsi di non innamorarsi mai perché un coming out potrebbe rovinare le già precarie finanze familiari? Vuole davvero non lasciare mai la città in cui vive e non tornare mai più a ballare? E quanto sono esattamente profonde le sue radici giapponesi?
Il primo amore non è mai molto intelligente, specie se coinvolge due generazioni diverse.

Recensione: Quando ci si accosta al mondo degli M/M due sono le caratteristiche che attirano immediatamente l’attenzione: innanzi tutto, l’estrema brevità di questi romanzi; in seconda analisi, la quasi totale assenza di personaggi comprimari. O meglio: non è che non ci siano, ma hanno un ruolo di contorno e la loro presenza serve solo da sfondo: in sintesi, che siano presenti o meno, non c’è molta differenza (o quasi).

Quando perciò si ha per la prima volta tra le mani La piccola collezione di verità omesse ciò che salta subito all’occhio è la mole del romanzo: quasi seicento pagine. Se poi, superato il primo momento di perplessità, lo si inizia a leggere, si comprende all’istante che non sarà un libro incentrato semplicemente su una coppia, ma che anche gli altri personaggi hanno un ruolo importante nella vicenda, una propria storia, un proprio passato, un proprio microcosmo.
Ed è questa sua peculiarità che mi ha fatto subito amare questo titolo: per quanto la storia d’amore tra Hiroya e Leo sia importante, è la coralità delle vicende dei vari personaggi che affascina e trascina con sé il lettore. Del resto, nessuno di noi è un’isola, la nostra vita reale è fatta di interazioni, di amicizie che si creano e di altre che si sfaldano, di amori che nascono e di altri che finiscono, di incontri causali e di altri che diventeranno importanti, di piccole scene che, sommate, chiamiamo vita e di avvenimenti, di piccole realtà omesse, che ci rendono quello che siamo.
In questo romanzo, quindi, Rosalie Hawks non racconta soltanto la storia d’amore di due persone con una differenza d’età di dodici anni, ma la vita reale di un ragazzo come tanti altri, che si incontra e si scontra con quella di altre persone.
E, come nella vita reale, anche in questo romanzo, i personaggi non sono statici e fissi, ma hanno un’evoluzione che li porta a crescere e a maturare, senza che neanche se ne accorgano: Hiroya, da ragazzo chiuso e terrorizzato all’idea che gli altri scoprano la sua omosessualità, finisce per accettarsi completamente e prende delle decisioni che, all’inizio della storia, non riusciva neanche a formulare con la propria mente; anche Leo, che pure ha oltre trent’anni e che quindi dovrebbe essere il maturo della storia, in realtà dimostra che non c’è un’età per avere delle paure e superarle, anzi, che è proprio a causa delle tante esperienze negative vissute che una persona non riesce a lasciarsi andare all’amore vero, quando se lo trova davanti. E cosa dire di Matthew, personaggio che appare quasi in sordina, per avere poi un’evoluzione – e anche un peso – non indifferente non solo nel romanzo, ma anche nella vita di Hiroya?
C’è qualcosa di unico, nel modo in cui l’autrice riesce a dipingere i suoi personaggi e farli amare al lettore che mi lascia sempre senza parole (e, credetemi, non è facile, considerando quanto sia logorroica!). Questo secondo me dipende dal fatto che, contrariamente a quello che succede di solito, in questo romanzo è lasciato un largo spazio ai dialoghi tra i personaggi. Certo, le descrizioni sono presenti, ma solo per farci immaginare il background in cui si muove la vicenda. I personaggi di Rosalie amano raccontarsi, farsi conoscere attraverso le loro parole e le loro piccole manie, piuttosto che con un lungo elenco di aggettivi fini a se stessi: incontriamo Ollie, che ama i romanzi di Georgette Heyer, Jess con la sua fissa per la Ferrari, Isabelle, la dolcezza fatta persona, Tammy e la sua iperprotettività nei confronti delle persone a lei care; c’è Travis, il padre che Hiroya non ha mai avuto e che considera tale anche se non lo è sulla carta, c’è la coach che, nonostante appaia pochissimo, è diventata il mio mito personale; personaggi che ti restano dentro anche molto dopo aver terminato la lettura.
Particolarmente bello e toccante, poi, è il rapporto che Hiroya ha con sua madre, tanto dolce da far quasi male al cuore: ci sono passi così delicati che è difficile restare impassibili leggendoli. E non solo quelli.
Lo stile dell’autrice è davvero meraviglioso: semplice, ma non banale, leggero, ma non superficiale, pieno di sarcasmo e di ironia, caratteristiche che personalmente amo molto sia nella scrittura che nelle persone in generale.

Ma come, potrebbe dirmi qualcuno, e poi? Che mi dici delle scene di sesso tra i due? E del loro rapporto? Dacci più dettagli!
Niente da fare, signori. E non perché scene intime non ce ne siano – tutt’altro. Siamo comunque in un M/M, ricordiamocelo! – o perché Leo e Hiroya non meritino una menzione speciale (insieme sono bellissimi e il sarcasmo pungente con cui affrontano la vita è uno dei dettagli che ho più amato in questa storia), ma perché io credo che definire questo libro un semplice M/M sia troppo riduttivo. E perché mi piacerebbe che questo titolo non attiri soltanto quella fascia di lettori interessati a certe tematiche, ma che sia considerato nella sua interezza: un’opera che racconta la crescita di persone a cui la vita ha regalato tante sofferenze, ma che, alla fine, riescono a fare i conti con le loro piccole verità omesse e a diventare più forti.

Voto: 5/5

Amo i libri, la scrittura, gli anime, i manga e le serie British. Bibliotecaria e archivista.